Ogni vita ha un senso per Dio

Narra l’evangelista Luca (2,22-40) che Maria e Giuseppe, scrupolosi osservanti delle prescrizioni ebraiche, “quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore”, perché ogni maschio primogenito era considerato “proprietà” di Dio e da lui andava “comperato” in cambio di un’offerta. L’entità dell’offerta, costituita da animali da sacrificare nel tempio, variava secondo le disponibilità economiche della famiglia; per i più poveri bastava “una coppia di tortore o due giovani colombi”, che allora abbondavano nella terra d’Israele e si potevano facilmente catturare. Ecco noi siamo proprieta’ di Dio e in quanto di Dio l’ uomo non ha nessun diritto di uccidere il proprio figlio anche se la scienza ha fatto passi da gigante anche se e’ venuto a conoscenza che quel bambino sara’ affetto dalla sindrome di Down, perche’ quel bambino e’ proprieta’ di Dio, prezioso per Dio e la sua vita, la vita di ognuno di noi ha una missione e un senso. Nessuno nasce per caso, nessuno nasce per sbaglio, nessuno e’ inutile agli occhi di Dio.